Impressioni Manuela Sposato

Quando ho contattato Manuela Sposato mi sono confrontato con una donna gentile, con modi di fare garbati e attenzione massima a ogni dettaglio della conversazione. Si percepisce un senso di timidezza che la porta a dialogare alternando parole a pause. È un poeta mi verrebbe da dire, e come ogni grande autore adora scrivere e non dialogare, con una penna in mano è tutto più semplice. Seguendo questo sentiero capisco che dialogare con lei significa scavare e così facendo scopro un mondo meraviglioso pieno di legami alle tradizioni della sua terra e pieno di riflessioni le stesse che ritroviamo nei suoi scritti. Non appena lascio che sia lei a discutere di poesia o di fatti di vita mi ritrovo nel suo mondo fatto di attimi, di visioni e di grandi intensità. È un Autore di livello e scrive ciò che di più bello posso leggere, mentre vive la sua vita con tutti gli impegni che la stessa richiede. Questo però non la distoglie dalla sua passione dal suo amore per la letteratura. È stata una conversazione interessante e ho ritrovato nelle sue parole dette ciò che letto. La conversazione con l’autore viene fatta rigorosamente dopo aver letto il libro…appunto perché vogliamo che la nostra idea sia globale. Ciò in cui crede posso dire con grande serenità che è ciò che alimenta tra i versi. Manuela Sposato è artisticamente reale e il suo universo letterario è identico.

Conosciamo la poesia di Manuela Sposato

Non possiamo parlare di Manuela Sposato e non far riferimento alla sua poesia. Non possiamo davvero. Le abbiamo chiesto di poter proporre alcuni estratti dal suo libro e lei ha accettato. Avrei dovuto copiare e incollare tutto . Lo avrei dovuto fare davvero.

Alcuni estratti da I santi bevono whisky libro dal titolo bellissimo e una copertina fantastica

Mancanza lirica non ossessiva

Quel Dio
che dimora
In ogni alba
che scrivo.
Questo giro poetico è significativo fornisce subito la delicatezza dell’autore, la soffice forma letteraria che lo caratterizza. In quattro righe racchiude la grandezza dei suoi concetti e delle sue espressioni. In quel Dio che dimora in ogni volta che scrive alimentando la grande importanza che lei ripone in ciò che fa. Ci piace interpretarlo così auspicando quel senso di necessario che il poeta ha delle lettere.

Latebra 2

Calchi con lo sguardo
la sensazione che hai di me,
mentre ritorno con il fuoco di un addio
che accompagna le crepe dei miei occhi,
al rumore dei passi svelti dell’aurora.
Poi squarcio l’orizzonte noioso
capovolgendo i margini della luna.
Concupiscente dea che buchi il cielo fingendoti assopita.
Non ti ho dimenticata,
ma ho solo il volto coperto
dal rosso incoerente dei miei capelli.
Ascolto il profumo del tramonto
che mi porto in gola,
fino a farlo scomparire.
La sua poesia è sinfonica, si diffonde quasi musicale traducendo sentimenti ed evidenziando stati emotivi che da intimi diventano globali. Adoro da sempre questa neutralità dal rendere comune un sentimento proprio. In differenti cantiche e poesie in prosa riscontrerete questa percezione. Il poeta è cosi, ha questa sua andatura intensa e dolorosa, così trascinate mente triste e veritiera.

Alea scaltra

La tristezza
è un congegno elaborato,
la si corteggia
mescolando le carte false
dei suoi movimenti selvaggi.
Poi, la si invita sempre a danzare.

Su questa potrei aprire un dibattito infinito, è strepitoso il senso, il modo e la finezza di ogni concetto, di ogni parola assemblata – che ruggisce e alimenta.

Come detto avrei dovuto copiarlo tutto tra poesie, racconti brevi e mini confessioni/trattati questo libro sarà un esaltazione della poetica e dello stile. Innovazione credo sia la parola adatta. Manuela Sposato è un poeta che ha ritmo e sono differenti le intuizioni che lei propone in questa sua collezione. Dal titolo alle più semplici delle idee layout l’autore mai in questa sua collezione di meravigliose poesia vi tradirà.

Ringraziamo Manuela Sposato per averci concesso la possibilità di poter pubblicare alcune sue opere in anteprima.

Manuela Sposato – I Santi bevono whisky.

Quando il nostro parere riguarda un libro di poesie la valutazione si trasforma, diventa qualcosa di molto più personale, di intimo e sicuramente meno valutativo e più emozionale. Quando ho letto I Santi Bevono Whisky ho compreso alcuni passaggi che non avevo ancora assimilato e impresso nelle mie idee in tanti anni di lettura e pareri e dedizione alla parola scritta in forma poetica. Sono un appassionato di poesia, eppure Manuela Sposato varia il significato di lirica ( mio personale) lo adatta a se stessa alla sua figura di poeta, mischia la carte di due mazzi differenti per lo stesso gioco e inizia la sua mano. Manuela Sposato non usa rime, non crea Trip ripetitivi con metriche monotone abbondanti di troppi termini. In ciò che scrive batte il cuore, lo stesso che è stato flagellato da tanti dolori, da amori, da privazioni e battaglie della vita – proprio come le aspettative e i sogni rimasti in folle a farsi coccolare solo dal poeta. La follia la si percepisce in versi che si dilatano, in concetti che si intrecciano, in labirinti di emozioni e soffici inebrianti versi. Le poesie..le poesie .. le P o e s i e grida da dentro e mentre le sue parole ci rapiscono ecco un altro canto e riparti da zero devastato da questa emozione che ti sovrasta. Questo libro non si converte in verità, questo libro è vivo come i sentimenti, è puro come le linee liriche, è muto come il dolore che però ci prende a calci ed io lettore mi emoziono mentre mi stendo al sole e mi lascio essiccare da tanta meraviglia. Manuela sveste il poeta sapientone, che indossa occhiali e legge mattoni letterari di secoli fa. Manuela Sposato si versa da bere, ha capelli scomposti e ascolta Rock ( è immaginario non reale) è un poeta vero, reale- un poeta dell’era a passo coi tempi, ma principalmente è un compositore pazzesco,veritiero. Se vi aspettate poesie allineate e coperte vi sbagliate – qui siamo nella stanza dei sogni di Manuela Sposato e i suoi sogni non hanno altro che versi e titoli confusi nelle marea di parole e percezioni che ha deciso di allestire secondo le sue idee. È originale, è magnetico, è poesia allo stato puro, è poesia come quelle belle che leggi e dove comprendi che qualcuno per scrivere ha il dono. Lei ha nella sua vena poetica la sua originale essenza. Non leggere questo libro è negare a se stessi emozioni e sogni .

5 al poeta e 5 all’opera per senso di originalità sono poesie ma le ho lette come fossero un romanzo, hanno ritmo, hanno l’anima come trama e le parole,ogni parola è una scena che ti esplode dentro.

Anteprima

Il prossimo Autore su l’emergente Autori in vetrina sarà Manuela Sposato. La poesia coinvolgente di un poeta innovativo che avremo il piacere di presentare la prossima settimana.

I santi Bevono Whisky Booksprint edizioni

La poesia sbarca sull’emergente Non poteva esserci Autore più audace per introdurre la prima recensione sul genere. Una linea poetica nuova e moderna, un poeta differente Manuela Sposato presentazione la prossima settimana.

Alberto Alessi -articolo conclusivo –

Alberto Alessi ha una grandissima capacità di narrare. La sua linea letteraria è morbida, ricca di spunti ben strutturata e moderna. Ciò che scrive ha ritmo e il suo modo di esporre ed esprimersi è sofisticato. Ho molto apprezzato questo libro come ho apprezzato il coraggio di evidenziare un argomento così complicato e renderlo un racconto avvincente. I personaggi sono ben strutturati e contestualizzati in scene dinamiche e realistiche. Ci introduce nelle scene con una grande energia e lascia che la sua letteratura arrivi a conquistare il lettore. Non è pirotecnico ma certamente l’utilizzo delle parole gli appartiene, la sensazione che mi ha fornito è questa volontà di non strafare nonostante si intuisce che ne abbia la capacità. Un libro che consiglio vivamente di leggere perché non deluderà le attese. Della sua intervista ci tengo a recuperare un passaggio e riproporlo evidenziandolo, diventerà il simbolo, il concetto emotivo che descriverà a dovere questo scrittore                                 

falle di un sistema sociale, economico e politico che ormai è diventato insostenibile; non intendo solo il capitalismo, ma il concetto stesso di “governo”, ovvero qualcuno che decide e impone agli altri cosa è giusto o sbagliato e come vivere. O sopravvivere. Le disparità, le disuguaglianze, i soprusi, le oppressioni, le varie forme di sfruttamento dell’uomo sull’uomo e, non meno importanti, dell’uomo sull’animale, in un modo o nell’altro sono sempre centrali nei miei romanzi, nei miei scritti.

Parla cosi lucidamente di quello che viviamo. Non avete la  sensazione mia nel leggere questo passaggio sentendolo cosi attuale? Questo è un chiaro evidente modo di essere connessi alla realtà – questa sua voglia di descrivere attraverso le sue opere il quotidiano, ritengo sia identificativo.

Come spesso ripetiamo ” non siamo qui per vendervi il suo libro, siamo qui per dirvi che il suo libro andrebbe letto perché merita.

Ringraziamo Alberto Alessi per essersi reso disponibile a questa presentazione, tutto è nato dalla mia volontà di proporvi un libro. Dopo averlo letto mi ha lasciato la grande convinzione che questo scrittore è destinato a qualcosa di molto più grande.  Francesco C.

Intervista Alberto Alessi

 Ci parli un po’ di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come diventa scrittore?
Abito a Cittadella, in provincia di Padova. Sono nato il 20 aprile, che è lo stesso giorno in cui nacque Hitler (pensa che sfiga), nell’anno 1984 (qui la sfortuna si bilancia, dato che adoro il romanzo di George Orwell, “1984” appunto). Il mio amore per la letteratura è nato ai tempi in cui frequantavo il liceo. Una ragazza mi regalò alcuni libri, fra cui ricordo “Il gabbiano Jonathan Livingstone” e “Siddartha”, e da adolescente che non leggeva mai sono diventato in poco tempo un lettore assiduo, costante, famelico, tanto da andare orgoglioso, a oggi, dei quattrocento e più libri della mia biblioteca personale. La mia prima creazione artistica è stata una canzone che scrissi durante un’ora di filosofia insieme al mio compagno di banco; si intitolava “Gita distruzione”, la suonammo davanti a tutta la scuola in una giornata dedicata all’arte. Io non mi feci scrupoli a specificare che il testo della canzone era stato scritto durante una lezione, e ricordo l’ovazione che ne seguì. Successivamente mi sono cimentato nella scrittura di qualche racconto, ma è quando ho deciso di scrivere un romanzo che ho trovato la mia dimensione ideale. È stato intorno ai vent’anni, e quel romanzo sarebbe poi diventato “Un biglietto con scritto solo X”, contenuto nel mio libro d’esordio, “Due novelle rock’n’roll” del 2015.

Qual è il momento che dedica alla scrittura durante il giorno?
Ho sempre preferito scrivere la sera, quando fuori è buio, lasciando le tapparelle alzate per poter scorgere il cielo nero. Da qualche anno, per via di lavoro e famiglia, ho dovuto adattarmi, per cui al momento scrivo principalmente in pausa pranzo, due o tre volte la settimana.

Il suo autore contemporaneo preferito?
Mi piacerebbe riuscire a dirne uno solo, per cui spero mi sia concesso di dirne almeno un paio: David Foster Wallace e Isabella Santacroce, che entrambi considero immortali.

La sua opera nasce?
“Come sciacalli senza cuore” nasce principalmente dal mio odio verso l’editoria a pagamento, e tutto ciò che essa rappresenta, in primis il concetto che se hai i soldi puoi fare quello che vuoi, anche pubblicare libri e vantarti di essere uno scrittore, oltre a tutta una serie di aspetti che forse il lettore comune non conosce. Il mio intento era anche quello di portare a galla un fenomeno a dir poco negativo che non tutti conoscono. Poi a quest’idea si sono aggiunte altre immagini, o suggestioni, che hanno dato concretezza alla trama.

Quanto ha influito nella sua formazione e nella sua letteratura il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Tutti i miei libri sono fortemente ancorati alla realtà in cui vivo. Anche “In basso, agli inferi”, il mio terzo romanzo, pur essendo ambientato in un futuro non molto lontano dalla nostra epoca, rispecchiava e amplificava le criticità e le falle di un sistema sociale, economico e politico che ormai è diventato insostenibile; non intendo solo il capitalismo, ma il concetto stesso di “governo”, ovvero qualuno che decide e impone agli altri cosa è giusto o sbagliato e come vivere. O sopravvivere. Le disparità, le disuguaglianze, i soprusi, le oppressioni, le varie forme di sfruttamento dell’uomo sull’uomo e, non meno importanti, dell’uomo sull’animale, in un modo o nell’altro sono sempre centrali nei miei romanzi, nei miei scritti. Se qualcuno vuole leggere un romanzetto rosa strappalacrime pieno di baci, fiori e tramonti dorati, non legga i miei libri. Credo che la letteratura, l’arte tutta, creata solo come intrattenimento, priva di impegno e di coscienza, valga ben poco.

Scrivere cosa rappresenta per lei ?
Prima di tutto una passione viscerale. Ma è anche una necessità di esprimere me stesso, le mie idee, i miei sogni o i miei incubi, i miei desideri o le mie paure più pure. E personalmente mi serve anche per scavare dentro me stesso, come se fosse uno sfogo psicanalitico. È un meccanismo che metto in atto anche con la musica, anche se con una chitarra in mano la rabbia esce in maniera più fisica che intellettuale, come avviene invece con la scrittura.

Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Tantissimo. Spesso nei miei libri riporto eventi, o dialoghi, o piccolissimi particolari che fanno parte del mio vissuto, ma al di là di questo io mi identifico al cento per cento nei romanzi che ho scritto, pur essendo tutti molto diversi tra loro, sia per i contenuti che per lo stile.

C’è qualcuno che dovrebbe ringraziare per il supporto in quest’opera ?
Mia moglie Oriona. Senza il suo supporto quotidiano, i suoi consigli, il suo spronarmi a migliorare sempre, il mio romanzo avrebbe sicuramente avuto un sapore diverso, meno intenso. Grazie al suo amore e alle sue cure riesco a essere chi sono.

A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Come sopra, di solito è mia moglie la mia prima lettrice, ma arrivato alla stesura finale di questo romanzo ero talmente soddisfatto che ho deciso subito di proporlo a un editore primo del suo parere.
 Se le dico E-book lei cosa mi risponde?
Quello che risponderei riguardo qualsiasi supporto elettronico legato alla letteratura, ovvero: ben venga se serve per avvicinare le persone a un’attività importantissima, determinante per la crescita intellettuale del singolo individuo e, di conseguenza, della società, qual è il leggere libri. Detto ciò, credo che in generale la tecnologia abbia preso un po’ troppo piede nelle nostre vite. Io leggerò sempre libri cartacei, ma non ho nulla in contrario se le persone preferiscono gli ebook, perché risparmiano soldi o risparmiano spazio.

11) I suoi progetti per il futuro?
Pubblicare un romanzo ogni due anni (finora sono stato puntualissimo) e allargare sempre di più il mio pubblico. Continuare a suonare rock fino a cent’anni. E tante altre piccole o grandi cose legate alla libertà mia e a quella degli altri.

Impressioni conosciamo -Alberto Alessi-

Quando ho contattato Alberto Alessi sono rimasto piacevolmente colpito dalla sua cordialità, nessun effetto speciale, solo idee tra tante cose dette. Si è parlato di musica, di editoria, di libri belli e libri brutti – del suo libro e delle persone che scrivono e potrebbero evitare. Eravamo in sintonia sulle eccessive produzioni e pochi lettori, come eravamo in linea sull’argomento che tratta il suo libro. Delle tante produzioni (troppe direi) sono spesso contratti veri e propri, se paghi come dirà anche lui nell’intervista che proporremo domani, puoi far tutto – anche scrivere un libro. Apparentemente tutto era un sentito dire ma le sue idee e la sua disponibilità al confronto – hanno arricchito le mie idee. Alberto Alessi è la tipica persona che ha qualcosa da dire, come sono certo che la dice indipendentemente da tutto. Contagiare le idee con una persona cosi aperta è un piacere. Ci troviamo al cospetto di un uomo sereno e schietto, uno scrittore che scrive per amore e che coltiva la sua passione nonostante i tanti impegni – il lavoro, la famiglia come la sua passione per la musica – infatti suona la chitarra e canta tra un cambio di pannolini (per evidenziare che sia un padre )e le 8 ore di lavoro. La giornata dell’autore è piena e coltiva impegni e passione con grande entusiasmo, almeno cosi ho percepito. Mi piacerebbe pensarlo libero di sviluppare la sua arte e sicuramente lui sarebbe in prima linea penna e ispirazione a portata di mano. È una persona molto preparata e il suo modo di esporre e di scrivere è indubbiamente impeccabile. Alberto Alessi è stato una piacevolissima scoperta e come ho spiegato in modo chiaro arriva questa sua indole schietta e diretta. In un era in cui si vive di compromessi e di rapporti di facciata, lui mi arriva cosi, senza veli e privo di filtri. Prendere o lasciare mi verrebbe da dire e lo dimostra in questo suo ultimo libro, tratta con lucidità un evidentissimo problema dei nostri anni, lo fa adattandolo ad un giallo che si consuma tra le bozze e i libri che profumano di stampa. Lo fa con libertà letteraria e con grande rispetto di quello che rappresenta per lui la letteratura.

Alberto Alessi – Come sciacalli senza cuore –

Come sciacalli senza cuore è un libro particolare che ho letto con grande passione. Mi sono adattato subito alla fluidità delle immagini che ben ideate e magnificamente esposte mi hanno rapito in una letteratura sofisticata e morbida. Libro ben strutturato che tratta in modo lucido e realistico qualcosa che coinvolge tanti giovani autori che sognano di poter pubblicare la propria opera. La storia si svolge in una cittadina veneta in cui un gruppo di ragazzi crea una casa editrice, la stessa nasce con lo scopo di guadagnare su giovani autori che sognano di diventare scrittori immaginando la notorietà mentre si ritrovano raggirati da questo meccanismo di editoria a pagamento, tanto realistico anche ai giorni nostri. L’autore è uno scrittore di livello ,ha tecnica e una proprietà di linguaggio davvero eccellente, la trama e le scenografie sono armoniche e curate in tutto lo sviluppo. I personaggi sono vari e molto realistici, ogni riferimento è ben calibrato e contestualizzato nella trama. Il libro è ideato benissimo e l’autore partendo da un argomento complesso sviluppa una narrazione piacevole che leggi tutto d’un fiato. Nello sviluppo della sua opera la grande idea di Alberto Alessi è di attribuire a quelli che nel libro saranno i manoscritti inviati alla casa editrice per le proposte di pubblicazione – alcuni passi di grandi libri capisaldi della letteratura che riemergono dalle sue pagine ritrovando vita, tra questi Italo Calvino, Charles Baudelaire, David Foster Wallace per citarne qualcuno. Trovo questa idea molto interessante e congeniale a rendere la storia molto credibile. Una piccola riflessione letta la trama con il dubbio legittimo “ I grandi autori del passato adattati all’era moderna avrebbero dovuto pagare per essere pubblicati?” . È indirettamente una polemica che accende maggiormente i riflettori sul tema dell’editoria a pagamento dove ormai buoni testi sono affiancati da pessimi libri che nascono da una compravendita. L’autore nelle successive interviste si dimostrerà molto sensibile all’argomento che tratterà più volte.

Il libro si conclude con la certificazione e la volontà della casa editrice a creare un sistema di corruzione per le pubblicazioni. Consiglio vivamente di leggere questo libro perché merita assolutamente di fare parte delle vostre letture. L’autore è uno scrittore interessantissimo che prosegue la sua attività letteraria con la sua quarta produzione. Ormai è una certezza.

Il nostro parere è un 4 su 5 come valutazione complessiva, unico neo è l’intensità narrativa che perde leggermente nel finale – ma aggiungo, che la cosa può risultare evidente perché la prima parte del libro è di impeccabile narrazione.

Come Sciacalli Senza Cuore https://www.amazon.it/dp/8893703203/ref=cm_sw_r_cp_apa_i_I0SMDbYMWDJT9

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Chiara Scipioni – Il teorema di esistenza degli zeri –

I dettagli da evidenziare del libro di Chiara Scipioni sono tanti. Molti spunti e tantissimi riferimenti che potremmo adattare serenamente al quotidiano. L’effetto più realistico del suo libro è questa presenza costante di vissuto che lei ritaglia e riformula con i suoi adattamenti concedendo al lettore tratti di vita vera. L’ autore non si allontana mai dalla realtà delle cose. L’elemento più  evidente è questo contatto quasi spontaneo con la realtà, la sua città, la gente che frequenta e i luoghi che ha visitato. Inutile aggiungere che questo libro andrebbe letto perché è differente da altre letture, ha caratteristiche proprie che sono il riflesso dell’autore e nonostante in certi momenti apparirà eccessivo ( per eccesso letterario) credetemi non sarà mai eccessivo quanto eccessivo può essere un brutto libro e sinceramente di brutti libri nel panorama letterario tra gli emergenti ne troviamo davvero tanti. Sarà che il mercato ha concesso a tutti il lusso di scrivere o peggio permette a tutti di scrivere. Il nostro ruolo non è vendere il suo libro ma certamente consigliarvi di leggerlo. Ringrazio Castelvecchi editore che ci ha concesso l’opportunità di entrare in contatto con l’autore e ringraziamo Chiara Scipioni che ci ha concesso il suo tempo, la sua disponibilità e di entrare nel suo mondo e nelle sue idee. Ci auguriamo di vedere presto altre opere di quello che è stato il nostro primo autore che ricorderemo sempre con grande emozione. Da parte di tutto lo staff grazie Chiara.

Il teorema di esistenza degli zero

 

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