Anteprima Autori in vetrina novembre

Presentazioni di novembre

Quarto giorno di Marcello Comitini

Edizioni caffè Tergeste

Polvere di Cacao di Alice Bellini

Figli delle stelle di Davide Baroni

Booksprint edizioni

Trovarmi un modo semplice per uscirne di Nicola Nucci

Dalia Edizioni

Intervista Emanuele Pittoni

Abbiamo posto delle domande all’autore.

1. Ci parli un po’ di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come diventa scrittore?

Parto dall’ultima domanda. Prima di scrivere, tra le tante cose ero un antropologo fisico precario e dopo aver deciso di abbandonare l’attività di scavo e studio dei resti scheletrici umani antichi, perché poco redditizia e senza futuro, mi sono ritrovato con un sacco di tempo a disposizione. Avevo due scelte, disperarmi oppure trovare dentro di me qualcos’altro, altre risorse. Non è stato facile, soprattutto se si vive a Quartu Sant’Elena una città cresciuta troppo in fretta e in maniera disordinata, perché troppo vicina a Cagliari, il capoluogo della Sardegna. Eros Ramazzotti in fin dei conti aveva proprio ragione “Nato ai bordi periferia…”. Agglomerati urbani dove gli stimoli sono pari a zero, dove i luoghi frequentati con maggior entusiasmo dalla gente sono il centro commerciale o il Mc. Donald in riva al mare. Ho provato a scrivere di questi luoghi e alla fine mi sono ritrovato con due racconti brevi che per una serie di coincidenze sono stati letti dallo scrittore Flavio Soriga. Il suo entusiasmo per i racconti lo hanno portato a propormi di scrivere un romanzo, una cosa per me inaspettata. Inizialmente non ero convinto che ci sarei riuscito, per me una cosa troppo grande. Soriga ha insistito, mi ha fatto credere che questa cosa si poteva fare e alla fine Castelvecchi Editore ha pubblicato Marmaglia. Per questo lo ringrazio per la sua generosità. Attualmente lavoro come guida esperienziale, collaboro con la Rai come autore e conduttore di programmi in lingua sarda e canto in una band che si chiama Malasorti. Tutto quel tempo libero che avevo, dopo aver deciso di non essere più un antropologo fisico, alla fine è servito…

2. Qual è il momento che dedica alla scrittura durante il giorno?

Attualmente non sto scrivendo, ma tutti i giorni, nei momenti più disparati della giornata, registro fatti, eventi, sensazioni, emozioni e piccole storie che mi vengono in mente. Quando ho scritto il mio libro, scrivevo la notte e la mattina presto perché durante la giornata dovevo dedicarmi alla famiglia, ai piccoli lavori saltuari e ai mille impegni quotidiani.

3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Mi piace molto Edward Bunker. La sua scrittura semplice è allo stesso tempo di forte impatto. Dopo che riprendi in mano un libro di Bunker, anche dopo giorni, sai bene dove ti eri fermato, non hai bisogno di leggere qualche pagina precedente per riprendere il filo. La capacità che ha questo scrittore di caratterizzare i personaggi è fenomenale. Le periferie, le prigioni, Los Angeles la notte; mentre leggi vivi veramente questi luoghi, quasi ne fai parte e ti disperi come i personaggi che costellano i suoi racconti.

4. la sua opera nasce?

5. Quanto ha influito nella sua formazione e nella sua letteratura il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
I luoghi dove sono cresciuto sono stati fondamentali per sapere chi sono oggi. Ho avuto la fortuna di vivere in contesti urbani diversi: la mia infanzia in un piccolo paese di montagna e il resto della mia vita nella periferia di Cagliari. Le contraddizioni culturali tra realtà urbane diverse, soprattutto in Sardegna, sono evidenti, mondi distanti, di cui ho fatto parte e che attualmente influiscono notevolmente sulla mia personalità e nel mio modo di scrivere e creare delle trame.

6. Scrivere cosa rappresenta per lei?

Alcuni racconti che ho scritto, sono nati da piccole intuizioni, rapidi flashback, ricordi. Lo stesso romanzo parte da ricordi lontani. Partendo da questi piccoli elementi, provare a scriverci sopra, tentare di creare storie credo che sia una cosa straordinaria.

7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Nel romanzo ci sono tanti episodi in cui il protagonista ha il mio stesso carattere. L’ansia, le preoccupazioni, la gioia la paura; i modi con cui vive tutti questi sentimenti sono gli stessi che vive Emanuele Pittoni.

8. C’è qualcuno che dovrebbe ringraziare per il supporto in quest’opera ?

Sicuramente mia moglie per avermi supportato durante la scrittura del romanzo. È stata paziente e si è fatta carico di tanti impegni familiari perché, diciamocelo chiaramente, è un lusso permettersi di scrivere un romanzo quando hai un bambino piccolo. Per cui grazie Claudia.

9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

Mia moglie è stata la prima. La sua sincerità mi ha permesso più volte di rivedere alcune parti, di modificarle. Ho saputo ascoltare i suoi consigli.

10. Se le dico E-book lei cosa mi risponde?

Alle 21 30 spengo tutti i dispositivi elettronici. Prendo un libro, cerco la pagina con la piega per non perdere il segno, leggo e sfoglio le pagine rilassato.

11.I suoi progetti per il futuro?

Sarebbe bellissimo scrivere un nuovo romanzo. Magari il prossimo inverno ci provo.

Impressioni Emanuele Pittoni

Tutte le volte che mi appresto ad effettuare la telefonata all’autore, ho sempre tanti dubbi, tante perplessità. Il mondo è vario, esistono tantissime sfumature, maggiormente nei rapporti con altre persone. Quando entriamo in contatto con uno scrittore l’espressione di sfumatura può trasformarsi in colore, ci ritroviamo ad entrare o no – in sintonia con persone che non conosciamo, cercando attraverso ciò che abbiamo letto degli spunti che possano accendere la conversazione. Certamente veicolare questo dialogo è semplice, stiamo parlando della loro opera, del loro lavoro che andremo a presentare, dunque non ci troveremo mai dialoghi complessi. Il nostro intento però è quello di conoscere la persona, la stessa che scrive che molto spesso è l’opposto di quella che narrano nei loro libri. Noi vogliamo sempre cercare quei collegamenti artistici che risultano lampanti ed evidenti anche nell’approccio con l’essere umano.

Emanuele Pittoni è un uomo molto cordiale, direi quasi timido al nostro contatto, cerchiamo di comunicare con lui aprendo ogni discorso e mai ci ritroviamo a stretto contatto con una persona che ostenta sicurezza o come spesso accade vuole condurre il gioco. E’ una persona che arriva serena e tranquilla, lo immagino anche, come un attentissimo ascoltatore, di quelli che parlano e ogni volta che lo fanno utilizzano criterio, attenzione e criticità. Il buon ascoltatore è un grande assorbente che riesce a dialogare sempre con grande precisione perché ha sempre un quadro globale dell’argomento che ha trattato. Emanuele Pittoni è cosi, attento e molto scrupoloso, dettagliato e predisposto all’ascolto e al dialogo. Esiste molto del suo andamento nel ritmo letterario del suo Marmaglia. Un libro strutturato, che ha una costruzione identificata perfettamente e non tradisce mai l’attesa. Ogni scena rappresenta nella mia idea ( mia idea ) qualcosa di sviscerato, di vissuto di provato  espresso in modo chiaro, identificativo dell’artista e mai artefatto.

Marmaglia è un libro sensibile nel trattare argomenti carichi di contenuti, di significati e di esperienza. Emanuele Pittoni è uno scrittore capace di rendere argomenti complessi molto semplici, molto comuni dunque più realistici e più vicini alla realtà. Chi leggerà questo libro, si immedesimerà in tanti brevi momenti e di questo l’autore è grande artefice.

Attraverso di lui viviamo Cagliari e una parte della sua estensione territoriale con grande trasporto, Arriva questo amore per la sua città, arriva la bellezza dei luoghi che indica, dei posti che descrivere come giunge la genuinità di ogni personaggio che immagino sia esistito davvero.

Emanuele Pittoni – Marmaglia

Leggendo Marmaglia la prima sensazione è stata ” ricordare” ripensare alla mia vita, la mia fase adolescenziale, la mia vita in tanti punti di vista. Qualcuno di voi si chiederà – dunque? Non è poco, è sempre molto difficile trasferire totalmente in noi stessi ciò che stiamo leggendo. Mi spiego meglio, la nostra lettura sviluppa fantasia, idee in cui ci immedesimiamo nei personaggi da sostituire, ma sempre meno trasformiamo quello che leggiamo in ciò che siamo, ricordando chi siamo stati. Ecco cos’altro può essere Marmaglia – un viaggio introspettivo, un travolgente dejavu, un pezzo di vissuto da rivivere. Un libro complesso nella sua identità, reso semplice e entusiasmante dall’autore che trasmette il sentimento condito di reale, di vissuto, che serve a farci adattare a questo status di quotidiano che ci cattura, che ruggisce ogni verità.

Questo è uno dei meriti dell’autore, adattarci con semplicità, con stile, alla sua opera, che si sviluppa in testo adeguato e un dialetto vivo, proprio – vivo come il popolo sardo. Marmaglia è Emilio, la voce narrante di un precario che racconta in break tutta la sua vita, le cose vissute. Racconta Cagliari che può raccontarla solo chi la conosce, vestita com’è di incantevoli contraddizioni. Ho letto questo libro e solo alla fine ho concretizzato che ho vissuto con lui, ho nutrito ricordi e ho accatastato milioni di sentimenti riassaporando il gusto di vissuto. Emanuele Pittoni ci consegna un opera intensa, travolgente, lieve come un sussurrò e dolorosa come un cazzotto in fronte. Sa di vita… è vita .
5 all’autore 4 a l’idea che rappresenta un classico – uno stand by Me – che però risulta nuovo e differente da ogni remember. Musica, tanta musica e non poteva che essere cosi per Emanuele Pittoni. Marmaglia è un libro che invoglia, in cui l’autore si traveste raccontando episodi, dettagli e vicende. Lo fa a modo suo, con il suo ritmo è la sua identità. Con i suoi personaggi così finemente descritti che ti restano impressi, come i luoghi che dipinge nella nostra mente di viandanti d’opere. Interessantissimo autore.

https://www.google.it/url?sa=t&source=web&rct=j&url=http://www.castelvecchieditore.com/prodotto/marmaglia/&ved=2ahUKEwjLjpSLnKvlAhWHyqYKHbkQCKMQFjAAegQIAxAB&usg=AOvVaw0OYyI7hq1HgHA2QkS3G0Ql

I grandi classici

Il deserto dei tartari https://www.amazon.it/dp/8804668040/ref=cm_sw_r_cp_apa_i_GDlQDbZ1C12WM

Il deserto dei Tartari è il romanzo più famoso di Dino Buzzati. Fu pubblicato nel 1940 in una collana diretta da Leo Longanesi, che per la casa editrice Mondadori si proponeva di raccogliere, in una serie di pubblicazioni, le opere più originali della letteratura italiana e straniera.

Bisogna leggere almeno una volta nella vita.

I grandi classici – Patrick Süskind

Ecco il primo grande classico che consigliamo di leggere o Ri/leggere

Un libro fantastico

Il profumo https://www.amazon.it/dp/8850248652/ref=cm_sw_r_cp_apa_i_8GlQDb3F852YE

Il profumo è un romanzo di Patrick Süskind del 1985. Ha ottenuto un successo mondiale, diventando un bestseller tradotto in più di venti lingue.

Di questo capolavoro abbiamo anche un film.

La grandezza di questo libro è nella bellezza della storia nonché nella grande capacità di Süskind di narrare, di esprimere ogni più semplice passaggio.

Capolavoro

Conclusioni Manuela Sposato

Sull’autore abbiamo detto tanto cercando di trasferire le nostre impressioni, le emozioni e il parere sul suo libro.

Un titolo affascinante, una copertina originale ma principalmente un modo nuovo di interpretare le trame poetiche e di giocare con la figura del poeta. Figura che a nostro avviso deve e necessità urgentemente di uscire dal guscio di monotonia in cui troppo spesso si incastrano i poeti.

Una frase spesso ripetuta dice che ” il poeta muore povero” e le vendite di un poeta spesso esplodono solo dopo tanti sacrifici.

Ci piace pensare che spesso chi fa poesia si impegna a risultare troppo distante dal mondo reale, narra di una perfezione di un mondo o di un legame troppo slegato dal quotidiano. Sarà che i poeti devono imparare ad essere più simpatici o più reali?

La nostra è una provocazione, Manuela Sposato è figlia di un mondo in cui e di cui è parte viva e attiva e non estremizza il suo essere, bensì lo mostra con tutte quelle piccole imperfezioni che tanto ci piacciono, che sanno di veritiero e sanno di giorni, tutti i giorni. La poesia della Sposato è immersa nel tempo e dello stesso è colore, odore, necessità.

Personalmente ho apprezzato tutto anche la semplicità con cui vive la vita senza effetti e con la consapevolezza che il difetto non è poi così sbagliato se sappiamo farlo ammirare con i suoi occhi candidi e con le sue parole infinite.

Ringrazio Manuela Sposato per aver dato la sua disponibilità come apprezzo la fatica che ha fatto nel superare la barriera della timidezza ed essersi snaturata per farsi conoscere differentemente.

Grazie Manuela dallo staff .

I grandi classici

Da questa settimana ogni sabato e domenica presenteremo un grande classico. Una guida e un consiglio su qualcosa da leggere che non avete letto e non potete non leggere.

Perché questa scelta in un sito di Autori emergenti? Perché vogliamo arricchire il palinsesto in alcune giornate che al momento sono libere da articoli, inoltre vorremmo condividere con voi lettori, quelle che sono state le più intense letture fatte in una vita.

Mi permetto di aggiungere che un libro non tramonta mai e tutti i titoli che vi segnaleremo oggi hanno un costo minimo, per cui sarebbe davvero un peccato non acquistare e leggere un grande classico.

L’idea è nata da una visita in uno store di libri. Mentre vagavamo per scaffali abbiamo notato qualche titolo di quelli che per noi sono – le colonne portanti della letteratura mondiale. Erano lì fermi, impolverati in un angolo dello store. È stato molto frustrante vederli accatastati senza un dettaglio o un cenno di colore, quasi fossero un peso.

Per questo ne segnaleremo due a settimana, per rimetterli in vetrina

Quei libri sono ciò che di più bello abbiamo letto e ci piace l’idea di tenerli in vita

Lo staff

Intervista Manuela Sposato

Abbiamo posto alcune domande a Manuela Sposato. La naturalezza di questo Autore lo si intravede anche dalle sue risposte, questo senso di verità di reale che le appartiene. Intervista bellissima.

  1. Ci parli un po’ di Lei. Come si scopre Poeta?
    Non ho mai scoperto di essere un poeta, la confusione ha sempre avvolto il mio essere, non sono mai stata sicura di nulla. Tutto ciò si è’ sempre parafrasato sotto forma di timidezza, fallimenti, pazzie e improvvisazioni strabilianti. Non so neanche il mio gusto preferito del gelato perché il giorno dopo odiavo i gelati. E’ timidezza, e’ la metà di tutte le cose che non sono riuscita a finire. La scrittura è l’unica cosa di cui sono sicura, l’ho sempre fatta franca grazie alla poesia. Mi annoiavo ed ero distratta, stupida, brava ma sempre confusa. La poesia con un fischio da lontano mi ha dato per la prima volta una stabilità .
    Scrivere è il mio unico PER SEMPRE
  2. Quando riesce a scrivere ?
    Quando mi viene da scrivere.
  3. Il suo autore contemporaneo preferito?
    Isabella Santacroce. Puzza di chimico, è il sudore acido di un corpo imperfetto
    che per me brilla di bellezza. Come la pelle che naturalmente mi fa venire voglia di annusare.
  4. La sua opera come si sviluppa ?
    In bevute.
    In ricerche di sinonimi appropriati.
    In calma
    in VERITà
    La mia unica verità che non ha costruito modelli da sviluppare.
    La mia LIBERTà
  5. Scrivere cosa rappresenta per lei ?
    L’unica cosa che ti permettere di rispondere, quando tutte le altre domande non sono adatte a te.
    La mia unica risposta
  6. Quanto di lei nei suoi canti.?
    Anche lo sporco dei vestiti tanto usati. I miei capelli appena lavati.
    Anche le cose che non voglio, la realtà che mi sbatte in faccia di notte, di giorno, nell’intimo, in tutto e tutti i miei affetti, amori ,odio, ansie e cose che i miei occhi rilevano tanto da innalzarle e proclamare VICENDE
    su di un foglio.
  7. C’è qualcuno che ha influito su quest’opera ?
    La tristezza. Delle volte voglio essere triste per forza.
    IL MIO AMORE VALID che non c’era ma che doveva esserci e adesso c’è, come una montagna. Ho sempre voluto che qualcuno muovesse le montagne per me. Lui è la mia Montagna, E PER LA PRIMA VOLTA SONO FELICE. NON L’AVEVO MAI DETTO PERCHè SEMBRAVA STUPIDO E BANALE.
    INVECE ADESSO HO PAURA CHE MI ABBIA PORTATO VIA LA TRISTEZZA
  8. Cosa significa per lei poesia
  9. FARLA FRANCA. Se le dico E-book lei cosa mi risponde?

E’ SEMPRE UGUALE, LE PAROLE SONO Lì
10. I suoi progetti per il futuro?
TUTTO QUESTO.
POI NON Sò

Crea il tuo sito web su WordPress.com
Inizia ora