Intervista Alice Bellini

  • Ci parli un po’ di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come diventa scrittore?

Sono nata in Puglia, nel 1979. Una buona annata, come diceva sempre mia nonna. Ho capito subito la potenziale forza di un libro, la bellezza di immergersi in un mondo fantastico e nuovo, dove condividere con i mille personaggi tutte le loro avventure e ben presto ho iniziato a scrivere le mie prime, piccole storie.
Ho frequentato il liceo classico e credo che i grandi classici latini e greci mi siano rimasti dentro, diventando una parte profonda di me. Successivamente ho intrapreso una carriera scolastica meno artistica e molto più pratica e tuttavia devo ammettere che l’insieme delle due formazioni, ha creato un mix di stile originale.
Quest’anno sono ufficialmente entrata negli ‘anta’ ed è stata una bella sensazione. Ho scoperto una nuova giovinezza, ma più matura e responsabile. Ho realizzato molti dei miei obbiettivi lavorativi e familiari e sono tornata ad occuparmi di più di me stessa, dei miei hobby e delle mie passioni, soprattutto la scrittura.

Qual è il momento che dedica alla scrittura durante il giorno ?
Quando posso, quando sento l’ispirazione, quando una scena mi si sblocca nella mente e sgorga sulla tastiera senza che io possa far nulla per fermarla. Ad ogni modo preferisco scrivere di sera, quando la giornata è finita e la mente è libera di lasciarsi andare.

Il suo autore contemporaneo preferito?
Bella domanda! In realtà ho sempre letto di tutto, proprio di tutto, dai fumetti ai classici greci e spazio tra autori antichi e moderni senza preoccuparmi troppo dell’età dell’opera. A volte mi piace immergermi nel linguaggio articolato di Dostoevskij, uno tra gli autori che adoro di più, ma leggo volentieri i testi di autori esordienti e sconosciuti.
Però ammetto che è quando arrivo all’ultima pagina di un romanzo di Ken Follet, che mi sento un po’ orfana.

La sua opera nasce?
“Polvere di cacao” è il primo capitolo di una trilogia intitolata “sono come mia madre”, che nasce con uno scopo ben preciso: raccontare il divario tra generazioni differenti e tutta l’ipocrisia che spesso si nasconde dietro l’educazione che la prima impartisce sulla seconda.
Questo primo capitolo è dedicato a Cristina, secondogenita di una donna cresciuta durante la seconda guerra mondiale e succube per troppo tempo del severo giudizio di sua madre. Costruito intorno alla storia d’amore tra lei e il pasticcere, il romanzo evidenzia la necessità di Cristina di lasciare le proprie radici per poter davvero crescere.

Quanto ha influito nella sua formazione e nella sua letteratura il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Moltissimo, soprattutto per questo romanzo. Frasi del tipo “non disturbare tuo padre” o atteggiamenti quali mettere il primo piatto a tavola al capo famiglia, così come il servilismo verso l’uomo di casa inculcato dall’educazione, fanno prepotentemente parte della mia vita. Ho sempre visto mia nonna e mia madre servire i propri mariti e l’ho sempre reputata una cosa normale. Conseguenza di questa educazione sono le classiche frasi del tipo “mio marito mi aiuta in casa.” oppure “mi permette di uscire con le amiche.” Oggi, da donna e moglie, inorridisco di fronte a queste affermazioni, ma in realtà fanno parte anche di me.
Fortunatamente la situazione oggigiorno è in netto miglioramento, ma il maschilismo, quello vero, è radicato in noi donne.

Scrivere cosa rappresenta per lei?
Potrei dire che scrivo da sempre, da quando ho imparato a farlo. La mia prima filastrocca l’ho scritta in seconda elementare, era orribile, ma in rima ed ho provato una sorta di appagamento mistico, oserei dire ‘spirituale’. Scrivere mi fa stare bene, mi permette di essere chi voglio e agire come voglio, vivere in un mondo parallelo fatto di nuove occasioni e, in qualche modo, imparo anche qualcosa dai miei personaggi. Forse è folle, ma per me scrivere è un po’ come indossare maschera e mantello e diventare l’eroina della situazione. Non fraintendetemi, io adoro la mia vita, la mia famiglia e anche il mio lavoro, ma scrivere fa parte di me, esattamente come loro. Scrivo perché ne sento il bisogno, perché mi piace far scivolare via le emozioni e trasmetterle al lettore.
Per me è un po’ come dipingere, ma con le parole.

Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Tanto, sempre, in ogni personaggio dei miei romanzi. Non sono un personaggio specifico, ma sono una piccola parte di ognuno di loro.

C’è qualcuno che dovrebbe ringraziare per il supporto in quest’opera?
Di certo mio marito, che mi supporta in ogni scelta della mia vita, folle o meno che sia. Ha supportato il mio desiderio di diventare una scrittrice e legge sempre le mie prime stesure. Ma ho anche un bel gruppo di supporto, che mi ha aiutato ad editare e limare il testo per l’ultima stesura: “Scrittori e amici di Dark e Tempesta” di Antonella di Moia, un gruppo su Facebook per scrittori esordienti che aiuta davvero lo scrittore, senza buttarlo nella folla di commenti che spesso sono inutili e distruttivi.

A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
A mio marito, che si occupa sempre di leggere e giudicare la prima stesura, aiutandomi moltissimo nel lavoro definitivo.

Se le dico E-book lei cosa mi risponde?
Indubbiamente l’ebook è il futuro dell’editoria. Un e-reader è molto più tascabile della maggior parte dei romanzi cartacei, comodissimo per leggere anche di notte, con lo schermo retroilluminato. Permette di portare un’intera libreria con sé, passando dal romanzo al testo per lo studio e lo trovo molto utile anche per la rilettura dei miei stessi romanzi.
Ma, diciamocelo, non profuma di buono come un libro!

I suoi progetti per il futuro?
Principalmente sto lavorando sulla trilogia e il secondo capitolo si sta rivelando molto più complesso e articolato del primo. Tuttavia sono in un periodo particolarmente prolifico e l’ispirazione continua a darmi nuove idee, quindi sto gettando le basi per un romanzo completamente diverso dal classico genere romantico e ogni tanto mi diletto a scrivere piccoli racconti di vita.
Ma sicuramente il progetto più importante è la crescita personale come scrittrice, la voglia di affermarmi in questo mondo fantastico per regalare ai miei lettori quelle emozioni da brivido che solo un buon libro sa darti.

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