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Intervista Marcello Comitini

  1. Ci parli un po’ di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come diventa scrittore?
    Sono siciliano, nato a Catania e dopo quaranta anni trasferito (emigrato) a Roma per necessità familiari e lavorative.
    Laureato in giurisprudenza ho svolto diversi mestieri fra cui il direttore del teatro Ambra Jovinelli di Roma.
    Scrivo poesie, qualche volta pensieri rarissimamente racconti. La scrittura rappresenta l’universo entro cui vivo lontano dai miasmi dell’umanità (come diceva Baudelaire) anche se da tali miasmi ( o quanto meno quelli che sorgono dal dolore di essere uomini, non considerati tali) non mi sono mai allontanato, non potendo dimenticarli o scrollarmene.
    Sono diventato scrittore (o per essere più preciso scrittore di poesie) guardando la miseria del quartiere dove sono nato. Sentendo su di me e dentro di me le difficoltà e le umiliazioni del vivere da poveri.
  2. Qual è il momento che dedica alla scrittura durante il giorno?
    Ogni momento è buono per guardarsi intorno e cogliere in ciò che accade il senso della vita. Anche in sogno accadono fatti che presentano contenuti degni d’essere annotati. Il poeta francese Soupault affermava di dormire con penna e taccuino accanto al letto perché nel cuore della notte, aveva necessità di fermare sulla carta ciò che gli appariva in sogno
  3. Il suo autore contemporaneo preferito?
    Se per contemporaneo si intende un autore vivente,non ho autori preferiti. I miei preferiti appartengono al novecento e sono in prevalenza poeti scomparsi.
  4. La sua opera nasce?
    La mia opera nasce guardando fuori dalla finestra di casa mia. Dice Boukowski “guardo fuori dalla finestra / e c’è la stessa strada / la mia strada / la mia strada ubriaca, piovigginosa, soleggiata, / di mocciosi infestata / e di notte guardo questa strada”.
  5. Quanto ha influito nella sua formazione e nella sua letteratura il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
    Moltissimo. Il contesto in cui sono cresciuto era caratterizzato da estrema povertà, dalla necessità di inventarsi un mestiere per vivere. E spesso questo mestiere era la prostituzione o il contrabbando . Ma nella relazione tra individuo e contesto sociale svolge una funzione essenziale la famiglia da cui si proviene, che è la prima responsabile, anche se spesso involontariamente, della formazione culturale e sociale dell’individuo. Gli equilibri fra i componenti della famiglia, il modo con cui le relazioni tra loro si manifestano, il rapporto tra famiglia e mondo esterno sono tutti elementi che condizionano il legame tra individuo e contesto sociale
  6. Scrivere cosa rappresenta per lei ?
    Disegnare il mondo interiore ed esteriore, per offrirlo alla visione/riflessione degli altri. È quello che fa un qualsiasi pittore che si rispetti. Questi lo fa con i colori, le luci e le ombre, le proporzioni e la prospettiva fra gli elementi dei suoi quadri. Io lo faccio con le parole che hanno la forza di creare i colori, le luci e le ombre, di creare delle prospettive che pongono in maggiore evidenza o fanno passare in secondo piano gli elementi (soggetti, argomenti) che compongono la poesia
  7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
    Tutto. Non si possono scrivere poesie su argomenti in cui il proprio essere non si senta coinvolto. A questo proposito tuttavia occorre distinguere tra la sostanza e la forma. La sostanza scaturisce dal cuore. La forma scaturisce dal cervello. La sostanza è sangue. La forma è ciò che contiene questo sangue e lo modella.
  8. C’è qualcuno che dovrebbe ringraziare per il supporto in quest’opera ?
    Non so se devo ringraziare mio padre per la sua abitudine di leggere a voce alta i classici della letteratura o devo ringraziare la sorte o il destino o come lo si vuol chiamare per il contesto storico in cui son vissuto e vivo. Chiunque io debba ringraziare, non posso tuttavia dimenticare quanti bastoni tra i piedi mi sono stati messi perché io non scrivessi. O forse avevano ragione loro?
  9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
    A chi ho fatto leggere per primo le mie poesie? Forse al vento e certamente anche alla luna
  10. Se le dico E-book lei cosa mi risponde? Io leggo moltissimo sugli e-book. Per chi vuole conoscere davvero un autore, vuole entrare nei segreti della sua scrittura, gli e-book consentono la possibilità di scoprire per esempio quante volte si presenti una parola nel corpus dell’opera. Il che significa conoscere l’uso che l’autore fa di quella parola e quante immagini l’autore riesce a creare adoperando quello stesso vocabolo.Hanno un solo difetto: costano troppo in relazione alla carta stampata.

11. I suoi progetti per il futuro?
Vivere giorno per giorno e, se ci scappa, scrivere.

3 pensieri riguardo “Intervista Marcello Comitini

  1. Grazie infinite dell’attenzione che avete rivolto al mio mondo poetico. Vi ringrazio per la sensibilità e l’elegante sobrietà delle pagina che mi avete dedicato.Vi ringrazio inoltre per la scelta delle poesie e della passione con cui avete commentato la raccolta “Quarto giorno”.

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