Marcello Comitini Quarto giorno

LE PAROLE DELL’AUTORE

Non avrei scritto di certi argomenti se non mi fossero venuti innanzi ostacoli
che hanno avuto la forza di farmi percepire come un uomo calpestato, scartato dalla vita.
Ostacoli che prestissimo mi hanno insegnato che si perde tutto e all’improvviso.
La sola cosa che rimane dentro
è lo stupore doloroso del vuoto
inatteso, di mani che stringono il nulla. Eppure sono convinto che stare a questo mondo
– qualunque sia il modo – non giovi solo a sé stessi.
Così “il disinganno prima dell’illusione”
è il motto del mio esistere,
è lo sguardo che domina e unifica
le poesie e le prose di questa raccolta.
C’è qui il tacito presupposto che il disinganno può liberare l’uomo

Bisognerebbe fare troppe premesse parlando di poesia e onestamente di recensioni illeggibili è pieno il web.
Nell’ultima recensione su opere poetiche abbiano ribadito il concetto – che la poesia rischia di annoiare, chi legge.. che il poeta notoriamente in vita non vende e che se nel descrivere la poesia e l’opera, esageriamo con le parole, rischiamo di far diventare illegibile il non facilmente leggibile. Questione di attenzione e di narrazione. Il romanzo è storicamente più accattivante perché arricchisce la nostra curiosità, ma la poesia ( citando il mio prof di Filosofia) racchiudere l’universo in poco di più di una strofa. Dopo questa breve premessa ecco Marcello Comitini, il nostro apprezzamento parte dopo la lettura delle sue parole che sono una cascata di verità travestite e rese presentabili dalle sue immagini che modellano i significati, rendendoli, reali e intensi.

Quando ho preso in carico il libro di Marcello Comitini avevo una vaga idea dell’autore, che già conoscevo. I suoi canti sono molto intensi, ricchi di spunti e sviscerati di espressioni e concetti. È un poeta elevato, ha il sapore di vissuto la sua poetica è difficile da descrive perché lui scrive e non fornisce idee specifiche ma interi concetti denudando la propria ispirazione elevando le parole.
Leggerete da questo libro differenti e tante poesie, tutte molto intense e tutte ricche di stati emozionali veri. L’autore rapisce le emozioni che incamera e le rigetta al mondo con una nuova visione delle cose, imbevuta della sua poesia.

Emozioni come nella poesia Bianco a Nero in cui con grande delicatezza descrive un attimo che riesce a trasportare identificandolo per l’eternità.. Come l’intensità trasmessa con la poesia A chiuso che come un sussurrò ci suggerisce cosa sia il ricordo, il desiderio, il tempo in cui lo abbiamo fermato quel momento, quel vissuto. Aggiungerò a questa di letture che ho maggiormente apprezzato la poesia Sulla città, in cui l’autore descrive, ci trasporta in un angolo spoglio e lo riveste di sue idee.

Quarto giorno è un libro che ci conduce audacemente nelle bellezze dell’animo letterario e poetico di Marcello Comitini, ci esalta ed evidenzia il significato di bello distinguendolo dai giorni, estraniandolo dalla realtà…mentre leggo dimentico tutto e ascolto le melodie armoniose del poeta.

Di contro è un libro che rappresenta il classico. Il tipico libro di poesie nonostante l’autore sviluppi dei ponti di dialogo differenti, che creano un contatto più narrato dal verso. Ma lo stesso rispetta la tradizione poetica italiana e allinea parole senza troppe varianti.
Non è una critica è un constatazione che non posso non evidenziare.
Un giorno la poesia si travestira di narrativa e scorrerà come le parole di un romanzo. Fino a che la presenteremo così la renderemo meno accessibile e meno simpatica al lettore, sarà più difficile da apprezzare. Questo è un mio parere che si pone come speranza legato al futuro della poesia, come concetto.
77 poesie e alcuni passaggi in prosa quasi narrati rendono però questo testo in libro ricco di sentimento, pieno di poesia.

Ho apprezzato tanto questo libro, leggendolo spostando sentimenti e nutrendo emozioni. Marcello Comitini si manifesta poeta di grande spessore e questo suo lavoro esalta in tutta la sua dolce essenza l’estro e la visione che lo stesso ha della vita.

Nell’appuntamento di domani proporremo alcune tra i canti più belli e quelli che abbiamo apprezzato partendo da un piacere personale e non professionale.

5 al poeta perché è armonioso e delicatamente si pone al lettore. 4 all’idea di poesia troppo classica per il groove moderno.

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